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Nei dintorni di Fès

Volubilis

Città imperiali, villaggi, paesaggi e saperi da scoprire nei dintorni di Fès.

Il suo nome berbero è Walili. Ma è più conosciuta con il nome romano di Volubilis. Estendendosi lungo le rive dell’oued Rhoumane, Volubilis è vicina alla santa Moulay Idriss.

Abitata, a quanto pare, sin dal neolitico, tracce di diverse civiltà segnano il sito e i suoi dintorni: Fenici, Cartaginesi, Mauritani alleati di Roma, poi Romani hanno, infatti, dominato a turno questi ettari di terre fertili dove l’olivicoltura e il commercio dell’olio hanno fatto la ricchezza di questa città.

La partenza dei romani verso il Nord del Marocco

Dopo l’evacuazione della città verso il 285 da parte dei Romani, che si ritirano su Tangeri, la città non è più amministrata correttamente, il suo acquedotto cade in disuso, spingendo la popolazione a spostarsi poco a poco verso le rive dell’oued. Poi, con l’invasione dei Vandali guidati da Genserico che porrà fine alla dominazione romana sull’Africa, la città che parla ancora latino prosegue il suo declino e vede arrivare le truppe musulmane nel 681.

Volubilis, Una città che fu eccezionale

Convertiti poco a poco all’Islam, gli abitanti di Volubilis mantengono tuttavia una certa indipendenza e accolgono Idriss I nel 788. Il nuovo sultano costruisce l’unificazione del nord del suo piccolo stato a partire da Volubilis dove risiede. È da lì che estenderà anche la sua influenza fino a Tlemcen. Ma, con la costruzione di Fès, Volubilis perde definitivamente il suo status di capitale e la sua influenza è ridotta a nulla. La città cade poco a poco in rovina, nonostante l’arrivo degli Andalusi cacciati da Cordoba nell’818. E, se il sito – chiamato il castello del faraone « Ksar Pharaoun » – è ancora abitato, il saccheggio dei suoi materiali da costruzione più preziosi, in particolare il suo marmo e le sue colonne risalenti all’antica città, da parte di Moulay Ismaïl per costruire Meknès, finirà per svuotare la città dei suoi ultimi abitanti e fissare per sempre l’immagine di una Volubilis disincantata, una parentesi antica quasi irreale nel paesaggio marocchino…