Meknès
Città imperiali, villaggi, paesaggi e savoir-faire da scoprire intorno a Fès.
Fondata nel 757 da una parte della tribù arabo-berbera Meknassa, originaria della Tunisia, Meknès, così come le altre tre città imperiali del Regno del Marocco, è l’espressione vivente dei sultani costruttori che la trasformarono grazie alle loro conquiste, ma soprattutto secondo i loro desideri.
Una città imperiale eccezionale
Il più celebre tra loro non è altro che il fondatore della dinastia alauita, il Sultano Moulay Ismaïl (1672-1727), contemporaneo di Luigi XIV con il quale ebbe più volte scambi per negoziare il riscatto di prigionieri cristiani rinchiusi nella sua prigione di Cara, silo sotterraneo situato sotto la medina di Meknès. È del resto grazie alla rivendita di questi marinai stranieri che il sultano trasse buona parte delle sue entrate durante tutto il suo regno, durato 55 anni, che gli servì principalmente a organizzare e pacificare il Marocco, ma soprattutto a tramandarci un patrimonio che fa eco ai nostri sogni da mille e una notte.
Infatti, Meknès fu concepita da Moulay Ismaïl per essere una delle più maestose città imperiali del Marocco. Cinta da alte mura che si estendono per una quarantina di chilometri e perforate da porte monumentali, possiede sontuosi monumenti, principalmente edifici religiosi, che propongono tutti un sapiente mix di stili, traendo ispirazione dall’architettura ispano-moresca. Infatti, a Meknès, la città dai cento minareti, l’estetica della stilizzazione, che lascia ampio spazio alla calligrafia, trascende l’aniconismo, caro alla cultura islamica, ma anche il rigore matematico e geometrico che è al centro delle realizzazioni.
Una medina, un palazzo reale patrimonio UNESCO
I suoi gioielli più belli sono senza dubbio la sua medina e i resti del palazzo reale del sultano che le hanno permesso di essere inserita nel patrimonio mondiale dell’UNESCO. Ma avrete anche il piacere di scoprire il mausoleo di Moulay Ismaïl, la grande moschea fondata dagli Almoravidi nell’XI secolo, il museo Dar Jamaï, la Medersa Bou Filalia, il museo della ceramica rifena, Koubat Al Khayatine – sala degli ambasciatori dove il sultano Moulay Ismaïl riceveva gli ambasciatori e gli emissari stranieri –, il grande bacino Agdal costruito da Moulay Ismaïl per irrigare i giardini di Meknès e costituire una riserva d’acqua per la medina…
Soprannominata «La Versailles del Marocco» o «La piccola Parigi» durante il Protettorato francese, Meknès è una tappa imprescindibile per tutti gli amanti della Storia…