Fes ha riaperto da qualche mese un gioiello della sua medina, sicuramente ciò che rappresenta la più antica biblioteca al mondo. Infatti, dopo anni di restauro questo luogo culturale, purtroppo saccheggiato più volte, ritrova una seconda vita con una presentazione di opere uniche al mondo e per le quali storici, politologi e ricercatori hanno un interesse del tutto particolare.
Questa biblioteca fu fondata più di mille anni fa da una donna proprio all’interno della medina di Fes, la storia è bella poiché è stata anch’essa una donna a occuparsi del restauro di questo luogo storico. Aziza Chaouni, architetta marocchina di professione, ha guidato la riabilitazione di questo gioiello culturale.
L’università Al Quaraouiyine, opere incredibili
Il quotidiano inglese The Guardian ha realizzato un’inchiesta approfondita su questa biblioteca, vecchia quanto la medina e la sua fondazione con la Quaraouiyine. È stata realizzata una grande campagna di restauro. Questo riferimento culturale per la città di Fes e per il Marocco rappresenta tutto il sapere che questa città deteneva all’interno del mondo arabo. Questo grande luogo di conoscenza fu fondato nel IX secolo da Fatima Al Fihriya, discendente di un ricco mercante tunisino.
Le opere qualificate come tesori del Marocco
La biblioteca aveva opere eccezionali in passato, ma diversi saccheggi e una mancanza di sicurezza hanno disperso queste opere storiche in tutto il mondo. Tra le opere ancora accessibili, possiamo ricordare un Corano calligrafato su una pelle di cammello, datato all’apertura della biblioteca, nel IX secolo. Questa biblioteca si inserisce nella nuova strategia di Fes e nel suo posizionamento culturale sul turismo in Marocco, ed è per questo motivo che un laboratorio è stato integrato in questa biblioteca per permettere di preservare e digitalizzare i manoscritti.
Tra i numerosi tesori che la biblioteca conserva, un Corano calligrafato su una pelle di cammello, datato al IX secolo. È stato allestito un laboratorio appositamente attrezzato per garantire la conservazione e la digitalizzazione dei manoscritti più preziosi.
Per concludere, come testimonia l’architetta Aziza Chaouini, questo restauro contribuisce al progetto dell’UNESCO per la città vecchia di Fes. “La Medina ha la più grande rete di strade pedonali al mondo. Non è una città per turisti, ma una città viva. Costituisce un modello di città sostenibile.”
Riad Jamaï
Riad Fez medina
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